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Anno edizione: 2018
Anno edizione: 2018
Anno edizione: 2019
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Libro interessante, piacevole e di sicuro successo. Roma , e la vita che in essa si svolge, viene presentata nella realtà,così com'è tutto vero i luoghi ,la bellezza degli stessi la storia della città eterna afflitta però da mali insopportabili che rendono la qualità della vita dei romani al limite della decenza . Il vero si intreccia con la trama del romanzo ,frutto della fantasia dell'autore,un piacevole giallo che trova la sua soluzione nella vita che si svolge nei salotti romani, laddove si evidenzia la decadenza degli stessi ,una volta luoghi d'incontro di autorevoli personaggi della politica ,dell'arte ,illustri uomini di cultura etc.. , ed oggi riunioni mondane prive di un vero valore aggiunto. I salotti romani rispecchiano la decadenza della città,la quale ha perso gran parte delle sue peculiarità. La Roma della dolce vita ,la Roma della moda ,della cultura e dell'arte del cinema , di tutto ciò non è la srerimasto che un nostalgico ricordo.
Premesso che, essendo un giallo, non si entra nella trama narrativa per evitare di anticipare alcunché al lettore, si può anzitutto affermare che con questo romanzo Vanzina supera se stesso e, con mirabili artistiche pennellate, riesce a illustrare mirabilmente la Roma che era un tempo e che è invece divenuta oggi. Il lettore, catapultato nel mondo della nobiltà romana (ma non solo in quello) si trova a vivere direttamente -grazie alla narrativa incisiva, scorrevole e coinvolgente- le vicende rosa e noir che coinvolgono il protagonista Federico, sceneggiatore, giornalista, scrittore e uomo di Cinema. Una delle particolarità uniche di questo giallo è che il lettore dalla prima pagina si domanda se Federico, il protagonista, non sia in realtà lo stesso Vanzina ed il vissuto narrato con le sue sensazioni, speranze, riflessioni e rimpianti non siano in verità quelle dello stesso Autore-Uomo. I punti di contatto sono innumerevoli: entrambi sono sceneggiatori, scrittori e giornalisti per Il Messaggero, entrambi hanno creato la categoria delle finte bionde. La risposta sembra essere sì almeno parzialmente e con riferimento alla vita reale e, credetemi, la narrativa, a volte anche malinconica e struggente, porta al lettore tanti insegnamenti e riflessioni che vanno al di là della sempre comunque avvincente trama gialla del romanzo. Altra chicca del volume: il protagonista (e già solo per questo vale la pena di leggerlo) ricorda o comunque incontra strada facendo innumerevoli Giganti del nostro Cinema e della nostra Cultura: da Sordi a Beha a de Laurentiis e molti altri; su tutti svetta la commovente descrizione della dipartita del grande Dino Risi (e qui, come altrove, il protagonista è davvero Enrico Vanzina e non più Federico). Un libro da leggere ed assaporare (al di là dell'intrigo giallo in sé) anche -come sopra accennato- per conoscere veramente la città di Roma così come è oggi rispetto ad un tempo, illustrata da un vero ed autentico romano quale è Enrico Vanzina.
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