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Anno edizione: 2015
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Questo libro è stato definito come "the hunger games of thrones"- beh, direi che non ha praticamente nulla a che vedere con questi due libri, se non il fatto si tratta di un distopico con ambientazione medievale. Per tutto il resto, è completamente diverso e questo mi ha fatto molto piacere dato che ciò che rende un libro interessante è anche la sua originalità e diversità rispetto agli altri, e oggi è parecchio difficile nella letteratura YA trovare qualcosa del genere. Si tratta solo del primo libro di una saga, ma per me ha già superato numerosi cliché: la protagonista super figa che si crede brutta qui non esiste, siamo di fronte a una protagonista dalle fattezze banali, dal viso paffuto e dal fisico non esattamente prestante; sicuramente la protagonista lo avverte come un disagio, ma ciò su cui si pone l'accento sono la sua grande intelligenza, coraggio e determinazione, caratteristiche che la distinguono completamente dalla defunta madre, donna tanto bella quanto superficiale e codarda. Altro cliché che è stato superato è quello dell'instant love, grazie a dio, e non c'è nessun triangolo amoroso, né sembra ci siano i presupposti affinché si sviluppi nei libri successivi. Kelsea ha dei brevi momenti durante il libro in cui i suoi ormoni sono in subbuglio, ma sa bene che le sue priorità sono altre, e non si lascia distrarre dal perseguimento dei suoi obiettivi. Lo stile dell'autrice è a mio parere allo stesso tempo un punto di forza e una debolezza di questo libro; è uno stile molto descrittivo, che ti fa vivere sulla pelle le vicende che accadono all'interno della storia ma nello stesso tempo è piuttosto lento, e per la prima metà del libro, considerando anche il lento susseguirsi delle vicende, mi è risultato un po pesante. La storia così come l'evoluzione della personalità di Kelsea migliorano decisamente verso la seconda metà del libro. Ci sono inoltre molti personaggi intriganti, tra cui spicca senza dubbio Lazarus, il capo delle guardie della regina, del quale non vedo l'ora di scoprire il passato. In questo libro ho trovato molti spunti interessanti, e considerando che si tratta solo del primo libro di una saga, penso sia un ottimo punto di partenza e spero che nei seguiti questi spunti continuino ad essere sviluppati in maniera originale.
Un libro semplicemente da amare. A partire dalla stampa: fogli marroncini con bordi non regolari che rende il libro una vera reliqua da tenere nella libreiria. La storia può considerarsi come una distopica con ambinetazione medievale. lLa narrazione parte di brutto e vi trasporterà in un mondo difficile per la protagonista. Non aspettatevi la solita storiella di una fanciulla che diventa reginetta. Anche se i capitoli all'apparenza sono lunghi, la lettura scorre e in un attimo vi ritroverete alla fine. E' un ottimo inizio per una saga per un'autrice che esordia con il botto! Consigliatissimo
Avevo poche aspettative riguardo questo romanzo. Forse perché se ne stava parlando troppo e quando vengo bombardata continuamente dalle stesse informazioni poi mi passa la voglia. Invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. Trovo che finalmente nel 2017 si sia tornati a scrivere fantasy degni di questo nome. Un romanzo che amalgama alla perfezione azione e descrizione Che indaga i personaggi nel profondo facendo emergere le loro personalità attraverso il modo in cui si comportano. Trovo che Kelsea sia una vera protagonista. E' un personaggio forte ma debole allo stesso tempo. E' tenace, agguerrita, curiosa. Nell'insieme il mondo costruito dalla Johansen risulta veramente realistico, credibile tanto che nei momenti più "fantastici" quasi mi dimenticavo di trovarmi davanti a un racconto inventato. Tra i personaggi che più mi hanno colpita ci sono Lazarus e Pen (oltre Kelsey naturalmente, che trovo essere uno dei personaggi femminili moderni meglio riusciti in campo letterario): due guerrieri leali, forti ma allo stesso tempo sensibili. Sì perchè, come tutti noi, anche loro hanno mille sfaccettature, pregi e difetti, dubbi e precarie certezze. Il tutto è ambientato in un tempo non precisato che però ha una forte connotazione storica: amo i trafiletti a inizio capitoli in cui viene riportato un passo tratto da uno dei libri di storia del regno del Tearling. Leggendo capiamo di trovarci nel futuro, ma non è un futuro avanzato, in cui robot e alieni hanno preso il sopravvento sulla razza umana; è piuttosto un futuro ritornato al passato, quasi un medioevo futuristico in cui labili sono i ricordi della scienza, delle droghe, dei libri di Harry Potter. E' affascinante addentrarsi in queste atmosfere, vedere Kelsea crescere, fare mille congetture sul suo passato. L'antagonista è ancora una volta una donna, la Regina Rossa. E' una cattiva per eccellenza, non ha un animo buono nascosto sotto le apparenze, non ci sono zone grigie nella sua personalità. E' una di quelle cattive che non puoi fare a meno di odiare, e questo è proprio il bello.
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